Cosa non fare dopo un pranzo in famiglia

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Cosa non fare dopo un pranzo in famiglia
Ogni volta che ci vediamo so che mi osservi. Non posso dire che mi dispiaccia.
Sei un uomo affascinante, elegante, bello ma tenebroso. Sei l’uomo che sicuramente molte hanno desiderato e mi eccita ogni volta pensare e poi trovare conferma nei tuoi occhi sfuggenti che non puoi fare a meno di guardare proprio me, e il mio corpo giovane e snello.

Fin da piccola mi dicono che ti assomiglio e questa cosa mi ha sempre resa orgogliosa, tra i tre eri il fratello più bello, la mamma è sempre stata un po’ invidiosa.

Ogni volta che ti vedo c’è anche la zia e capisco che per te non debba essere facile, avete la stessa età ma i suoi 45 anni pesano sui suoi fianchi, la sua cellulite, i capelli sempre più radi e gli occhi sempre più stanchi. Tu invece riesci a rimanere affascinante sempre, o sono io che ormai non riesco a evitare di fantasticare?

Non posso credere di esserci riuscita, sì lo so che non si fa, lo sai anche tu, siamo zio e nipote, non si fa. Non si dovrebbe fare.. Ma noi lo abbiamo fatto e mi vengono ancora i brividi a ripensarci..

Quella domenica eravate venuti tutti a pranzo da noi. Ovviamente, come per i ragazzini quando si esce la sera, mi sono messa in tiro apposta per te: trucco, jeans attillati, reggiseno col push up. E ho ottenuto come sempre quello che volevo, che tu mi osservassi e ti soffermassi più del dovuto quando ho distolto lo sguardo dopo il bacio di saluto e le due battute che ci scambiamo sempre.
Dev’essere dura la vita in una famiglia dove tua moglie non lavora e hai due figli tanto agitati che quando sei a casa non ti lasciano mai in pace, si nota dal tuo sguardo rassegnato, che avrebbe voglia di qualche distrazione ma non può, proprio non può.

Dopo quel pranzo è avvenuto il miracolo: siete soliti rimanere da noi, la zia chiacchiera con la mamma e i bambini giocano, ma non si sa come loro sono usciti per una passeggiata, io dovevo studiare, e papà era completamente preso dalla partita di rugby che davano dopo pranzo, rinchiuso nel suo studio.. Tu ti eri appisolato sul divano in salotto, e quando sono scesa per cercare il computer mi è venuto in mente di farti uno scherzo svegliandoti con un “Buh!” e una pacca sulla spalla. Ti sei svegliato di soprassalto e così, sempre per giocare, mi hai presa per le spalle e tirata verso di te.. Ridevo come quando facevo la lotta con te da piccola. Ma questa volta era diverso, ridendo ti ho guardato negli occhi e ho capito di non poter resistere più, ti desideravo troppo. Presa dalla pazzia ti ho baciato, è durato poco perché volevo vedere subito la tua reazione.. Avevi l’aria stupita, ma non troppo. Mi hai solo sussurrato: “Sei sicura?” e io ho annuito sorridendo. “Quando mi guardi con quegli occhi da cerbiatto impazzisco, letteralmente”.

Ero già completamente tua, e lo sapevi. Ho solo 18 anni e poca esperienza. Hai capito subito con grande piacere che mi sarei affidata completamente a te.

Mi hai stretto tra le tue braccia possenti per baciarmi di nuovo, mentre ti spostavi per metterti seduto sentivo le tue mani che mi scendevano lungo la schiena. ” Avevi voglia di toccarmi il culo vero?” “Sì, da quando ti è diventato così bello e sodo.. Non sai quante volte ho sognato di tenerlo tra le mani, senza sentire neanche un briciolo di grasso molle o cellulite” e mentre lo dicevi me lo stringevi tra le mani, mi ci hai dato una pacca e mi hai fatto sussultare. “Ti piace insomma?” “Lo adoro.. Ora voltati”.
Mi hai fatta girare di schiena e sedermi sopra di te, ti sei goduto la vista del mio culo che strofinavo sul tuo pacco, ormai troppo gonfio, lo sentivo da sotto i jeans.

Ho preso l’iniziativa e mi sono in ginocchio davanti a te, ti ho slacciato la cintura e tirato giù pantaloni e boxer tutti insieme.
Per quanto ti avevo osservato sapevo già che sarebbe stato notevole, tu invece non ti aspettavi che in un attimo me lo sarei infilato tutto in bocca. Te lo succhiavo con piacere e sembrava che anche tu apprezzassi molto.. Qualche leccata partendo dalla base fino alla punta e sentivo il tuo sforzo per trattenere possibili rumori in modo da non rischiare troppo. La consapevolezza di provocarti un piacere così forte riusciva a farmi pentire sempre meno di ciò che stavamo facendo.

A un certo punto hai deciso di farmi smettere, mi hai tirata su per i capelli. ” Almeno puoi toglierti i pantaloni?” avevamo paura che spogliarsi avrebbe portato troppe complicazioni se fosse arrivato qualcuno all’improvviso.. Ma dopotutto ci vuole un attimo a infilarsi un paio di jeans.
Così ti monto di nuovo addosso e sento ancora meglio quello che hai tu, sotto le mutande, mentre mi struscio su di te come se la mia fica già bagnata non avesse mai sentito niente di più duro.
Ho fatto per baciarti ma mi hai allontanata, mi hai tirato su la maglietta e sei rimasto qualche secondo in contemplazione della mia terza abbondante di reggiseno, che nel frattempo si era spostato e lasciava già intravedere più di una semplice scollatura.. Allora hai portato entrambe le tette fuori dalle coppe e hai cominciato a leccarmi i capezzoli. Me li stringevi tra le labbra, li succhiavi avidamente, mi stavi facendo morire dalla voglia di essere presa e sbattuta da te violentemente. E come se non bastasse, hai infilato una mano sotto le mie mutandine completamente fradice per toccarmi e farmi godere come non avevo mai goduto.
Ti ho amato in quel momento, ho cominciato a chiederti di scoparmi e tu non rispondevi, allora ti imploravo lamentandomi, e continuavi con quella bocca e quelle dita, allora ti odiavo, ma questo non riuscivo a dirtelo.

Al limite della mia sopportazione ti sei fermato e hai deciso finalmente di darmi ascolto: “Ok dolcezza, adesso vedrai..”. Mentre lo dicevi mi hai fatta sdraiare, ti sei sfilato i pantaloni e ti sei messo davanti a me. Vederti in camicia proprio lì.. Non posso neanche ricordare l’effetto che mi facevi. Le gambe hai deciso di tirarmele su e mi hai sfilato le mutandine. Capivo dal tuo viso che non vedevi l’ora di mettermelo dentro, ma prima ti sei chinato e me l’hai leccata un po’, ero completamente depilata e la tua barba mi faceva il solletico, tanto perché soffrissi ancora qualche attimo.

Quando mi hai infilato il tuo cazzo enorme tutto dentro, senza esitare, è stato il momento migliore, lo sentivo andare dentro e fuori e mi bagnavo sempre di più. Continuavi a farmi tenere le gambe alzate e questo mi dava una sensibilità che non avevo mai provato prima.

Ad un certo punto ti sei avvicinato a me e mi hai baciata, poi mi hai chiesto: ” Posso prenderti anche da dietro? Mi piacerebbe troppo”. Forte ma anche delicato, avrei potuto desiderare di meglio? “Certo che puoi, non vedevo l’ora!” ho risposto.
Allora ci siamo alzati e mi sono appoggiata in avanti sul bracciolo del divano, portando il mio culo ben in alto e appoggiandomi coi gomiti al cuscino.
Questa volta non ha potuto resistere un secondo e mi ha penetrata subito, senza pietà, ti sentivo tutto dentro di me, il tuo corpo battere contro il mio, le tue braccia allungarsi per raggiungere i miei capezzoli e strizzarli.
Stavo per venire e non riuscivo a trattenere i gemiti di piacere che cominciavano a farsi sentire troppo, allora mi hai messo una mano sulla bocca. Quell’orgasmo proibito è stato il più lungo e intenso che abbia mai avuto.

Poi è stato il tuo turno di venire, mi hai chiesto se prendevo la pillola e mentendo ti ho risposto di sì perché volevo sentire che effetto mi avrebbe fatto il tuo sperma caldo dentro di me, era la prima volta che lasciavo farlo a qualcuno.
Dopo l’ultimo colpo sei venuto e mi hai riempita del tuo liquido caldissimo, continuando a muoverti lentamente e godendo come non avevi mai fatto prima, o almeno, così mi hai detto.
Poi mi hai chiesto di rimanere ferma e hai messo il tuo cazzo ancora gonfio e pulsante davanti a me per farmi succhiare quello che era rimasto..

Ci siamo rivestiti velocemente e io sono tornata in camera mia, tu hai acceso la televisione.

Ogni volta che ci vediamo so che mi osservi, e ogni volta quello sguardo fisso su di me mi fa desiderare di essere soli all’istante, perché ho una voglia matta di te.

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