Tommy sulle Dolomiti – Capitolo 6

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Tommy sulle Dolomiti – Capitolo 6
Capitolo 6

Tommy era in estasi, il suo uccello era pigiato contro l’altro ragazzo fra i loro stomachi. Quella era precisamente la posizioni in cui lui aveva schizzato due volte durante la sua ultima notte con Pietro (ed unica notte di sesso con un altro ragazzo). E l’aggiunta dell’intimità del dito di Lorenzo nel suo buco del culo, di cui aveva sentito parlare ma che non aveva mai provato, era magnifica. Erano stretti a causa del ditalino di Lorenzo e quindi le loro facce era molto vicine. L’unica cosa che restava da fare era baciarsi.
Tommy spinse la faccia più vicino all’altro ragazzo e Lorenzo rispose aprendo le labbra bagnate e pigiandole contro la bocca di Tommy. I due ragazzi aprirono immediatamente la bocca e cominciarono a lottare con le loro lingue.
I ragazzi rimasero abbracciati per alcuni minuti, esplorando ed sperimentando le nuove sensazioni che davano loro bocche e labbra. Per Tommy era la seconda volta che sperimentava il baciarsi mentre il suo uccello era pronto ad esplodere il cremoso sperma contro il pene duro di un altro ragazzo. Era anche un ricordo del suo vero e sognato innamorato Pietro e delle vere ed immaginarie volte che avevano passato insieme. E ci sarebbe stata la possibilità di sperimentare quel momento di intimità sessuale ed improvvisa solo per una questione di secondi. Era troppo giovane, troppo eccitato per far durare quel momento e differire il suo orgasmo oltre uno o due colpi al cazzo.

Per Lorenzo erano una cosa fuori del mondo le sensazioni delle lingue che si toccavano, le sue dita nei loro buchi del culo (aveva le dita nel suo e nel buco stretto di Tommy mentre godeva della sua durezza), il loro cazzi pigiati insieme (con le mani di Tommy ancora avvolte intorno a loro), e la pressione contro la sua prostata. Pigiò la mano contro le natiche sode del ragazzo spingendo il dito dentro più profondamente, sicuro di spingere contro la giovane prostata, schiacciandola per aumentare il fluido che si sarebbe versato sopra la sua pancia ed il suo uccello. Stava schiacciando al massimo anche la sua e, nonostante avessero già eiaculato due volte quella mattina, una massiccia quantità di succo sgorgò dai due ragazzi stretti in quell’abbraccio, le lingue si scagliavano dentro e fuori delle loro bocche, le verghe bagnate strette tra di loro ed il ditalino che proseguiva nei loro culi.

Un grido sfuggì ai ragazzi, dal profondo delle loro anime… era un’unione completa. I gridi si persero profondamente nelle loro gole, quindi sfuggì poco del loro suono, ma il grido del mattino nella doccia unito a quello che stava accadendo sembrò essere un intervento magico del fato ed i ragazzi crollarono uno sull’altro sulla moquette del pavimento e cominciarono a leccarsi l’un l’altro con le loro ora calde lingue, raccogliendo la loro sborra mescolata sulle pance ed i toraci.
Con selvaggio abbandono si leccarono l’un l’altro come fanno i gattini giocando sul pavimento. Erano entrati in uno spazio magico che esisteva solo per loro. Non erano nell’albergo, non erano su quei monti, non erano ad una convention con i loro genitori. Loro erano in una terra fra le nubi, una terra di dei ed esseri mitici, una terra di corpi, cazzi, verghe, buchi di culo, sperma, sensazioni di baci, amore, sentimenti, amicizie e gioia.

Lorenzo, che non aveva inibizioni per niente, seppellì la sua faccia fra le dolci protuberanze del sedere di Tommy, strofinando le guance contro la pelle liscia delle sue natiche. L’attrazione lo stava sommergendo, lui conosceva il potere della stimolazione anale dato che si era fatto ditalini al culo ogni giorno per un anno. Sapeva che con la sua faccia e bocca contro il buco di Tommy, la sua lingua faceva al suo buco del culo quello che le loro dita avevano fatto appena prima ad entrambi, avrebbe “scaldato” di nuovo il suo amico, lo sapeva istintivamente.
Quello a cui Lorenzo non era preparato era l’opprimente attrazione, il desiderio intenso che la vicinanza della sua bocca al buco di Tommy richiamava dentro di lui. Era come se un interruttore fosse stato aperto. Il suo uccello si gonfiò ad una durezza così massiccia che ebbe paura che avrebbe abbandonato il suo corpo nel momento in cui le sue labbra toccarono la dolcezza rosea del buco di Tommy. Quando l’odore dell’ano pulito di Tommy entrò nelle sue narici, Lorenzo divenne selvaggio; cominciò a spingere il suo inguine contro una parte purchessia del corpo dell’altro ragazzo. Immerse la lingua profondamente nel retto del suo innamorato ed il gusto della dolce pelle interna del buco era così sopraffacente che agiva su di lui come una droga.
Per un momento fu come pazzo, fu così preso da avere un orgasmo senza eiaculazione, ma così intenso da scuotere il suo corpo e le sue emozioni, senza diminuire la sua durezza o il suo desiderio. Questa sensazione fu per lui una svolta nella vita, aveva scoperto, una volta per sempre, quello che voleva fare: voleva dare quel piacere agli altri ragazzi e, nel farlo, sperimentare il piacere intenso che aveva attraversato il suo corpo come un treno rapido.

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