racconto di fantasia ( la dottoressa pompinara) pa

racconto di fantasia ( la dottoressa pompinara) pa
In una piovosa sera autunnale, dopo cena, faccio un salto al bar a trovare gli amici, e quì incontro il mio amico più caro, Robbi. -uè Alex, vuoi una dritta molto interessante?- mi fa, -certo, dimmi pure-
-ok,una mia collega di lavoro ha una zia che fa la dottoressa quà in città, ed essendo molto in confidenza con lei, mi ha confidato che sua zia, oltre che essere una bella donna,è una maniaca del sesso orale, gli piacciono sopratutto i cazzi di grosse dimensioni, quando ne vede uno perde la testa si eccita da morire, se ci sai fare può venirne fuori una situazione molto interessante!-
-beh- gli rispondo un pò dubbioso,-mi sembra strano che una zia abbia delle confidenze così intime con una nipote-, Robbi mi sorride e mi dice -tranqiuillo, una sera era a cena dalla zia e ha sentito certi particolari durante una telefonata tra la dottoressa e una sua collega, poi in fondo, non hai nulla da perdere, ma solo da guadagnare, io penso che farò una capatina nel suo studio per provare, anche se il mio uccello è normale, ma tu che godi fama di averlo molto grosso, non puoi non provarci…- mi fa strizzandomi l’ochhio.
La cosa mi incuriosisce e mi stuzzica, mi faccio dare indirizzo e numero telefonico e decido di tentare.

Il giorno dopo telefono, mi risponde la dottoressa, prendo appuntamento per una visita generica nel tardo pomeriggio, e all’orario prefissato mi presento nello studio. Suono e una voce femminile mi invita a salire al 4° piano, trovo la porta aperta e mi accomodo nella sala d’attesa, dove sono, vista l’ora tarda, l’ultimo dei pazienti. Dopo 10 minuti si apre la porta dello studio ed esce un paziente molto anziano, accompagnato dalla dottoressa, che devo dire è veramente una gran bella donna, sui 45 anni, alta circa un metro e settanta, un seno abbondante sulla 4a misura, fianchi stretti, un bel sedere leggermente abbondante ma ancora sodo nonostante l’età, un viso molto latino, occhi grandi e sopratutto una bocca carnosa, impreziosita da un rossetto rosso fuoco, e un trucco abbastanza pesante ma non volgare, forse per mascherare le rughe degli anni che avanzano, sotto il camice aperto sul davanti, noto una camicetta di raso bordeaux leggermente aperta, una gonna aderente, calze velate nere con la riga dietro per evidenziare due belle gambe snelle, e un paio di tacchi a spillo vertiginosi, il tutto è nell’insieme molto eccitante.

-prego, si accomodi pure- mi invita con un sorriso e un gesto della mano. Mi siedo davanti alla scrivania, e le spiego di accusare da qualche giorno un leggero stato febbrile, oltre ad un dolore leggero ma persistente all’inguine della gamba destra.

-capisco, ora faremo un controllo generale e poi controlleremo l’inguine, si spogli e si sdrai a pancia in giù sul lettino- mi dice con fare serioso. -cosa mi devo togliere?- le chiedo con finto fare timido da ragazzo adolescente, – beh, visto che dobbiamo fare un ceckup generale e approfondire il discorso sul dolore inguinale, mi sembra logico che debba togliersi tutto trannne le mutande- mi risponde con un sorriso incoraggiante.
Mi svesto rimanendo in mutande mentre la dottoressa prepara lo strumento per ascoltrmi i polmoni e il cuore, e mi sdraio a pancia in giù sul lettino. -lei fa molto sport? mi chiede, -si, gioco a calcetto e vado in palestra, non fumo e cerco di controllarmi nel mangiare- le dico, -vedo, ha decisamente un fisico asciutto e muscoloso- mi risponde, ma noto un cambio di tonalità nella sua voce, un pò più roca e profonda, evidentemente i miei muscoli devono aver creato una qualche eccitazione nella dottoressa.
Si avvicina, e comincia ad ascoltarmi i polmoni con lo strumento, mi fa tossire, poi comincia a pressarmi con le dita delle mani all’altezza dei reni, dei polmoni, chiedendomi se sento qualche dolore, ma le rispondo di no. Nel fare questo, sento il suo profumo ed il respiro leggermente affannoso,e comincio a sentire anche un leggero rigonfiamento nelle mie mutande, penso che il mio amico Robbi abbia ragione, deve essere molto calda la signora…
-bene, ora si giri a pancia in su- mi dice, ma le rispondo se posso aspettare qualche momento, -per qiuale motivo?- mi chiede, e allora le rispondo candidamente che la sua bellezza, il suo profumo e il suo tatto mi hanno creato un pò di “imbarazzo”.
La dottoressa scoppia a ridere, e mi dice:-la ringrazio per i complimenti, ma non si preoccupi, capisco la situazione, ma essendo della professione, sono abituata a certe situazioni, sù, si giri-.
Mi giro lentamente, e ho già una discreta erezione che i miei boxer aderenti evidenziano, ed essendo di natura molto dotato, la cosa deve essere già molto visibile. Alla vista di ciò, la dottoressa spalanca per un attimo gli occhi, sento il suo respiro farsi sempre più affannoso, poi prosegue con la visita, mi ascolta il battito cardiaco, poi mi tasta la milza, il fegato, ma ora lo fa con un metodo molto più rilassato, e noto che i suoi occhi cadono sempre più spesso sul mio membro, che si è ingrossato ancora di più.
ora la sua voce è anche leggermente tremante, sintomo di un certa eccitazione,-finora non ho riscontrato nessun problema, lei gode di ottima salute, a parte forse una leggera bronchite, ma andando verso la stagione invernale, direi che è abbastanza normale, ora passiamo al leggero dolore all’inguine che mi ha esposto, ma, anche se so che la cosa le creerà un pò di imbarazzo, dovrà togliersi anche i boxer- mi invita a fare, ma la sua voce ora si è fatta calda e sensuale. -devo prorio?- le chiedo con finto imbarazzo, -si deve, dovrò effettuare una palpazione della zona interessata- mi risponde. Mi sollevo sul lettino, e mi tolgo i boxer, mentre la dottoressa si allontana e si infila un paio di guanti di lattice, nel farlo, noto che la sua camminata si è fatta molto sensuale, al suo ritorno, alla vista del mio cazzo mezzo eretto, ma già di buone dimensioni, si lascia scappare un “oohh” di stupore,e subito dopo, la vedo passarsi la lingua, che devo dire molto invitante, sulle labbra carnose.
-bene, controlliamo l’inguine, ora la tasterò piano, mi dica se sente dolore- e comincia a palparmi molto lentamente, sfiorandomi il cazzo “involontariamente” con la mano. -ancora niente- le rispondo, -ok, ora sentiamo più in basso-, e sposta la sua mano vicino alle palle, che sono molto gonfie, appena me le sfiora, emetto un “ahi”, la dottoressa si ferma, sposta la mano sulla coscia accarezzandola leggermente con noncuranza, e mi chiede se ho dolore ai testicoli, allora decido di rendere la situazione più intrigante, e le dico con voce apprensiva: -vede dottoressa, a dir la verità non è che abbia dolore all’inguine, il problema è che da tre settimane non riesco più ad avere un’orgasmo con la mia ragazza, si mi eccito molto e fare sesso con lei è sempre bello, ma c’è un problema- le dico, -quale?- mi chiede con un certo interesse, -beh, mi sento molto imbarazzato a dirlo, sa è una cosa un pò particolare…

-sù si faccia coraggio l’aspetto psicologico nella salute di una persona è molto importante, se me lo espone, potrei cercare di aiutarla nel risolverlo, fa parte della mia professione- mi dice con voce sempre roca ed eccitata.

-Beh, vede, ho una fantasia erotica che la mia ragazza, sebbene ci metta tutta la sua buona volontà non riesce a soddisfare, e riguarda… beh si insomma, il sesso orale!-
A sentire ciò la professoressa strabuzza gli occhi,e mi invita a proseguire, e intanto la vedo mordersi nervosamente il labbro inferiore, segno di una eccitazione crescente.
-devo proprio?- -certo, la cosa m-m-mi interessa- mi risponde nervosamente;
-vede,nelle mie fantasie erotiche, ho sempre sognato di avere una donna che riesca ad ingoiare per intero il mio pene nella fellazione, non mi è mai capitato, ma deve essere…si insomma una cosa bellissima per un’uomo, ma il problema probabilmente è un’altro, si insomma, io….sono dotato di un pene molto grosso e lungo, e penso che non troverò mai una donna in grado di soddisfare questa mia fantasia.-

-c-c-capisco, il suo è un grosso problema, vediamo di fare un’ispezione approfondita al suo pene, dato che ci siamo, ora dovrò farle un massaggio…si insomma, stimolante, per accertarmi delle effettive dimensioni del suo membro, si rilassi e procederemo, ora prendo la vaselina per aiutare il massaggio e cercare di crearle uno stato di eccitazione, e le ricordo di non preoccuparsi, anche questo fa parte della mia professione- “si, di porcona”, penso tra me e me. La dottoressa si allontana, la vedo togliersi il camice e con noncuranza sbottonarsi la camicetta, il che mette in evidenza la sua meravigliosa 4a misura, ed essendo senza camice, posso notare, vista la gonna aderente grigia con uno spacco sul fianco, la bellezza del suo fisico. Ora la vedo riavvicinarsi a me con il tubetto di vaselina, sempre con la sua camminata ancheggiante. Prende una sedia, e si siede di fianco al lettino, incrocia le gambe, e lo spacco sul fianco della gonna mi fa notare che la porca indossa le autoreggenti, chiudo gli occhi per cercare di contenere il mio stato di semi eccitazione, magari così dovrà impegnarsi a fondo con qualche altro “stratagemma” per farmi arrapare del tutto.
Aperto il tubetto di vaselina, ne spalma una buona dose sul palmo della mano sinistra, si avvicina, e con molta delicatezza comincia a spalmarla su tutto il mio cazzo, e anche un pò sulle mie palle gonfie. -bene, ora inizierò la stimolazione, stia rilassato-.
Comincia a masturbarmi lentamente ma con molta maestria l’uccello: cerco di concentrarmi al massimo per non farlo di ventare duro del tutto, pensando alle cose più disparate, ma ciò nonostante, il cazzo soptto quelle sapienti mani, si porta lentamente a tre quarti della sua lunghezza e grossezza, intorno ai 22 centimetri; intanto la dottoressa, con l’altra mano comincia anche a massaggiarmi le palle, cominciando allo stesso tempo a stringere il mio cazzo più forte, e nel fare ciò la noto leccarsi avidamente le sue grandi labbra carnose con la lingua, che deve essere di groose dimensioni e bella carnosa.
-d-d-devo dire che effettivamente lei è molto dotato, comincio a capire i problemi della sua ragazza, anche se ancora non ha raggiunto la massima erezione… fa sempre così fatica ad arivare al massimo dell’eccitazione?- mi chiede, -no dottoressa, il fatto è che…si insomma diciamo che la masturbazione, anche se devo ammettere che lei è molto brava, non basta… spero mi capisca e non fraintenda- le dico, -c-c-capisco benissimo, ora deve essere lei a non fraintendermi, vorrei passare ad una fase più intensa della cosa, se è daccordo, lo faccio per il suo bene, vorrei provare a stimolarla più a fondo, se ha qualcosa da suggerirmi per aiutarla o per stimolarla meglio me lodica pure-, -se non le dispiace dottoressa, vorrei che si togliesse la gonna e mi mostrasse le sue splendide gambe e il sedere bellissimo che ho notato prima…- la porcona, ormai in preda ad una evidente eccitazione,mi sorride, stacca le mani dal mio cazzo e con fare sensuale si sbottona la gonna lasciandola cadere lentamente a terra, la vista delle autoreggenti sulle gambe che, nonostante l’età sono ancora sode, slanciate ancor di più con i tacchi a spillo è meravigliosa, si riavvicina a me, riprende in mano il mio cazzo semi duro e riprende a masturbarmelo, andando a stimolare con maestria il glande; -cos’altro posso fare adesso?- mi chiede con espressione molto più eccitata, -beh a questo punto dottoressa, sempre se se la sente, potrebbe provare con una stimolazione orale…- le dico con una certa supplicanza; la dottoressa mi sorride, e guardandomi negli occhi avvicina la bocca al mio cazzo, si mette di fianco al lettino, estrae in tutta la sua lunghezza la lingua carnosa, che devo di reessere di dimensioni notevoli, e mentre mi sega comincia a leccarmi con molta passione il fusto del cazzo, poi sale lentamente fino alla cappella e comincia a leccarla con molta dolcezza, la vista di quella groosa lingua carnosa che mi lavora la punta del cazzo mi porta a lasciarmi andare del tutto, e in breve tempo la tanto sospirata dalla dottoressa massima erezione del mio cazzo in tutti i sui 27 centimetro di lunghezza per otto di diametro si manifesta, con la cappella grossissima e violacea.

-direi che ora è al massimo dell’erezione dottoressa, come le sembra?- quasi dispiaciuta di dover allontanare la lingua dal mio cazzo, lo esamina bene, e poi dice:- ha un cazzo che gode di ottima salute mio caro ragazzo, ma ora serve un trattamento forte per risolvere il suo problema, ora procedo con una cura estrema, ma che penso darà i suoi frutti, se la sente?- mi chiede con voce eccitata e supplichevole, -ok basta che no sia dolorosa più di tanto- le rispondo eccitatissimo.

-bene allora procedo- mi risponde felice, si riavvicina con la bocca alla cappella estrae tutta la lingua guardandomi con fare troiesco, e comincia a leccarmela avidamente, poi sputa un pò di saliva sulla punta e con la mano la spalma per tutta la lunghezza del cazzo, poi allarga la bocca carnosa e comincia a succhiare la cappella con movimenti lenti e voraci, continuando a masturbare nervosamente il resto del cazzo, poi comincia ad infilarne in bocca sette o otto centimetri, tormentando continuamente con la lingua l’asta e il filetto, va avanti cosi per qualche minuto, ogni tanto mi guarda negli occhi e vedendo il mio stato di beatitudine, abbozza un sorriso troiesco nei miei riguardi, dopodichè si stacca dal cazzo e comincia a leccarlo lungo tutta la sua lunghezza fino alle palle, lasciando su queste un pò di slaiva che poi distribuisce amorevolmente dappertutto, infine si allontana con la bocca, e mi invita ad alzarmi in piedi.

Scendo dal lettino e mi appoggio in piedi a questo, lei si avvicina e mi bacia appassionatamente in bocca, dalla passione quasi mi soffoca con la sua grossa e carnosa lingua, si stacca e mi lecca i pettorali, poi comincia ad abbassarsi lentamente sempre leccandomi tutto, infine si inginocchia e guardandomi con espressione da porca, mi dice: -ora passiamo alla cura estrema- afferra con la mano il cazzo alla radice spalanca la bocca e guardandomi negli occhi comincia lentamente ad infilarselo in bocca, poi allargando al massimo le mascelle, lo infila lentamente tutto in gola fino alla radice,ma tutto ciò alla porca non basta, con tutto il cazzo infilato in quella gola caldissima, estrae la lingua da sotto e mi lecca anche le palle! Mi sento sprofondare dal piacere, la afferrro per la testa con le mani e lentamente comincio a scoparla in bocca, lo estraggo quasi tutto e poi lentamente glielo ricaccio tutto in gola, mentre la porca si porta una mano sulla fica e comincia a masturbarsi violentemente, godendo come una troia; vedendo che la sua bocca no ha difficoltà ad ingoiare tutto il mio grosso uccello, comicio a scoparla in bocca sempre più veloce, la porca apprezza, mugolando di piacere, poi vuoi per lo sforzo, vuoi per il mio cazzo sempre più grosso, ad un certo punto per lo sforzo le fuoriesce u grosso quantitativo di saliva, lo raccolgo al volo metre lei riprende fiato elo spalmo sull’uccello, lei rispalanca di nuovo la bocca e poi prima di ingoiarlo di nuovo mi dice: -ora voglio che mi sborri prima sulla lingua, poi direttamente in gola, voglio assaggiare il tuo sperma, cazzone mio- e di nuovo vedo sparire per intero il mio uccello in quella gola calda, vorace e mai sazia. La porca aumenta il ritmo della succhiata mugolando di gusto, poi, quando sente che ormai sto arrivando all’orgasmo, qualche attimo prima estrae il cazzo pieno di saliva, spalanca la bocca, estrae quella lingua grossa e carnosa e mi masturba violentemente: il primo schizzo di sperma le si deposita sulla fronte e sul naso, il secondo se lo fa schizzare sulla lingua, poi con voracità, si infila di nuovo tutto il cazzo in gola pompando avidamente, quasi la soffoco dalla quantità di sperma che le schizzo direttamente nello stomaco, poi estrae il cazzo e lecca avidamente la saliva e lo sperma rimasti lungo il fusto, ingoiando poi avidamente e con piacere.

Si rialza, la abbraccio e la bacio dolcemente e le dico : -dottoressa, hai risolto un problema con vera maestria, sei stata da sogno!-

Lei mi sorride soddisfatta, poi mi dice : -domani sera ti aspetto a cena casa mia, dovrai risolvere qualche problemino che mi blocca, sarai tu il mio dottore stavolta…-

Mi da l’indirizzo di casa sua, ci rivestiamo, ci baciamo e ci salutiamo dandoci appuntamento alla sera dopo, ma questa ve la racconto la prossima volta….

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