IRENE FINALMENTE TROIA – Sera 4

IRENE FINALMENTE TROIA – Sera 4
Oramai ero sfiduciato avevo perso di mano la situazione,
era venerdi e non sapevo già più che inventarmi; lei dal canto suo, continuava a ripetermi sempre che mi amava, di non farmi film, che non mi avrebbe lasciato e cose simili.
Finimmo di lavorare, lasciammo la bambina dalla nonna e andammo a cena fuori.
Per accompagnare la bimba dai suoi e per la relativa cena scelsi un abito più sobrio, una gonna nera elesticizzata fino al ginocchio e una maglia accollata.
Arrivati al ristorante, cominciò un altro confronto tra noi, cominciai io ovviamente:
-Senti ti devo parlare.
-Dimmi amore mio
-Io sono un pò preoccupato che questo gioco si possa ripercuotere sul nostro rapporto e, non ti sto parlando perchè ho paura di perdere la scommessa, ho paura di perdere te.
-Stai tranquillo amore mio, quando mi reputi vincitrice smettiamo. Mi disse lei con voce rassicurante.
Per me tutte queste scopate non sono niente, è come quando tu mi lasci a casa per andare a vedere la partita oppure per andare a correre sui go kart.
-Si vabbè non è proprio uno sport, la interruppi io
-Fa finta che lo sia, o meglio,per me lo è. Come quando facevo danza.
E cmq non ti nascondo niente, io mi diverto e tu ti diverti mi pare no?
-Bè devo ammettere di si
-E che male facciamo?
-Nulla
-Io ti amo, tu mi ami, qual’è il problema? Sei geloso?
-No anzi.
-Allora goditela e stai sereno.
Non avrei mai immaginato mi dicesse così,poi continuò:
-Fissiamo delle regole, abbiamo il week end lungo del ponte di halloween, sabato domenica,lunedi e martedi. Entro martedi dobbiamo finire e voglio vincere la scommessa.
-Nei sei proprio sicura?
-Hai 4 giorni,poi ho vinto ai punti se non mi decreti tu vincitrice.
-E dopo?
-E dopo,disse ridendo, mi dai i tuoi soldi e tocca a me. hihihi
Fece una risata malefica quasi a dire ho la vittoria in tasca.
-A si?, così stanno le cose? Preparati a 4 giorni di inferno.
-Amore mio, disse lei ironica,fosse questo l’inferno,sarei strafelice.
-Ok ok allora ricominciamo subito: Vai nel bagno degli uomini lecca le palle al primo che trovi e mangia il suo seme.
-Tu sei pazzo, c’è un limite a tutto.
-Ti Rifiuti? Allora chiama il tuo capo e digli che domani gli farai da serva,che sei pazza di lui e che ti potrà fare tutto quello che vuole.
Sapevo che non poteva soffrire il suo capo e infatti cedette
-Ok vado in bagno.
-Ti sei giocata il bonus. Dissi io, e la presi come una vittoria.
Prende la borsa e va verso la toilette, entra nell’antibagno degli uomini e becca un tipo brizzolato, un pò grassoccio, con degli occhiali doppi, un tal Fulvio Brini, che subito la redaguì.
F-Guardi signora che lei qui non può stare, è il bagno degli uomini.
I- Veramente io.
Disse la mia mogliettina e comincia a guardarlo come se glielo stesse già succhiando,mettendosi un dito tra le labbra ma l’uomo continua
F-Veramente cosa signora lei deve andare fuori di qua.
La mia troietta comincia ad accarezzargli la patta dei pantaloni.
F-Signora quante volte glielo devo dire lei non può stare qua.
La mia puttanella coglie il crescere del membro sotto la sua mano,allora lo prende per mano e lo porta in una bagno chiuso sussurandogli nell ‘orecchio: dai vieni.
F-Ma signora che cosa fa.
L’uomo cerca di resisterle.
F- ma che è impazzita signora.
A quel punto mia moglie lo zittisce baciandolo in maniera oscena, infilandogli la lingua in bocca, l’uomo cede e ricambia il bacio.
Nel frattempo io mi alzo dal tavolo e vado verso la toilette, quando incontro Paride un mio collega
P-Ciao Michele come stai?
M-Ciao PAride, benone sono a cena con mia moglie, la sto andando a recuperare?
P-Dal bagno degli uomini?
M-Si perchè?
p-Ma allora sono vere le voci che girano sulla tua mo-glie-tti-na? Dice paride con tono canzonatoria
M-Perchè che voci girano?
P-Posso permettermi?
M-Certo
P-Che la dà in giro
M-E tu come la sai?
P-Sono io stesso fan della sua pagina xhamster che ti credi
M-Ah si?
P-Senti a tal proposito visto che mi posso permettere, se mi fai fare un giro su di lei, io posso parlare con il capo e mettere una buona parola per una tua promozione. Sai quanto gli sono vicino.
Quelle parole mi eccitarono oltre ad interessarmi,gli risposi subito.
M- Ma davvero? Vieni vieni, che te lo faccio fare subito il giro.
E ci recammo insieme nel bagno degli uomini.
Appena entrati feci cenno a Paride di stare in silenzio e di ascoltare,lui annuì e notò una borsa da donna appesa alla maniglia di una bagno, poi insieme ascoltammo Fulvio che,rivolegendosi alla cagna ehm a mia moglie,aveva cambiato decisamente tono.
F-Si brava dai così, lecca.
Ci piegammo uno alla volta a guardare dal buco, la mia Irene leccava le palle del tizio che, nel frattempo, le aveva alzato la maglia e gli toccava i seni, tutto questo mentre lei, si metteva le mani sotto la gonna.
Mia moglie si impegnava molto per farlo venire nel minor tempo possibile e alternava leccate alle palle e succhiate di cazzo.
F- Si brava, adesso toccati Tttroia. Disse Fulvio calcando sulla T.
Mia moglie lo guardò quasi a dire adesso ti sta piacendo eh stronzo? e lui ribattè
F-Sei bellissima, una gran puttana, dai toccati.
Mia moglie eseguì senza battere ciglio e si infilò un dito nella fica.
F-Brava così continua.
L’uomo era vicino a venire
F-Brava così continua, che femmina.
Mia moglie Irene continuava e accellerava, ora anche con una mano,quella della fede, lo masturbava.
F-Che cagna in calore.
La vista dell’anello mista alla sega lo fece venire di colpo, Irene si ritrasse un pò e lo fece venire sulla sua guancia; l’uomo venne con un piccolo brivido, non era molto lo sperma e la mia Irene ne approfittò per vincere l’ennesima sfida; se lo prese in bocca e glielo pulì tutto per bene.
Mentre si rivestivano l’uomo tornò a darle del lei.
F-Signora lei è stata fantastica, veramente fantastica.
I-Si Grazie. rispose la mia sexy lady.
F-Mi permetta di tornare di là.
Prego Arrivederci disse un ammiccante Irene mentre si ricomponeva.
L’uomo uscì dal bagno e ci sfilò davanti, noi facemmo finta di niente, come se ci stessimo lavando le mani; appena uscito dissi a Paride.
M-Vai, per mezzora mia moglie è tua, fanne quello che vuoi.
Paride mi guardò come a dire non aspettavo altro grazie.
Quelle parole che pronunciai mi eccitarono ma non credevo che le avrei pronunciate con tanta leggerezza.
Paride irruppe nel bagno occupato dalla mia aspirante puttana con una foga che nè Irene nè Io ci aspettavamo.
Lei si stava ricomponendi e subito gridò ma lui prontamente gli mise una mano sulla bocca e disse un secco: mi manda Michele;
e cominciò a baciarla con molto veemenza.
Lei fu colpita da tanta forza, Paride era molto possente, anni e anni di palestra alle spalle,probabilmente Irene non se l’aspettava e subiva,anche eroticamente, la carica del mio collega.
In men che non si dica, l’aveva denudata allo stato intimo, strappandole letteralmente i vestiti di dosso. Le pizzicava con forza tette e fica provocandole degli urletti e pretese che mia moglie durante tutto ciò gli masturbasse il cazzo già in tiro.
Era un cazzo enorme, sembrava un pornodivo, mi confidò dopo lei, il più grosso che abbia mai preso.
La mise e la prese a 90 gradi pochi minuti dopo, la violenza con cui la scopava non l’avevano bagnata subito creandole però maggior godimento quando entrò con un leggero strappo.
Lei non riusciva a trattenersi e urlava, sempre più forte, come se fossero soli. Alternava urli a incitamenti
I-Si, dai si, ancora dai.
L’aveva fatta sua e le urla di piacere successive allo smorzacandela lo testimoniarono ancora di più. Venne diverse volte prima che lui pretedesse di scopargli la bocca.
Entrava e usciva dalle sue labbra come se fosse una fica, mentre con la mano le stuzzicava il clitoride nervosamente.
Irene non stava capendo più niente,era in preda al piacere.
Paride stava venendo e non disdegnò di venire interamente tra le labbra di mia moglie che non potè ritrarsi per via della mano di lui che la forzavano ad una pompa senza uscita.
Irene non uscì mai il cazzo dalla sua bocca ingoiando tutto il seme di Paride, aveva gradito molto il membro di Paride, tant è che si passava il cazzo sulle guance per togliere lo sperma residuo e per dimostrargli,mi disse dopo, proprio come una cagna, la sua gratitudine al maschio dominante.

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