Le mie storie (79)

Le mie storie (79)
Cari amici, non credevo sarebbe mai successo, ed invece mi sono resa conto di essere diventata vecchietta. Ma andiamo per gradi, oggi avrei voluto raccontarvi un altro weekend di fuoco dai contorni divertenti passato un paio di settimane fa insieme a Carmine, ma venerdì scorso mi telefona mio fratello e mi chiede di ospitare per il fine settimana mio nipote visto che lui aveva prenotato in costiera con la moglie. Chi legge le mie storie dall’inizio, sa benissimo che io e mio fratello abbiamo vissuto da soli per un periodo di tempo piuttosto lungo, proprio mentre lui attraversava il periodo dell’adolescenza. Potete ben immaginare che allora, io, più grande di lui di quattro anni, gli ho fatto da madre più che da sorella. Con pazienza e discrezione ho vissuto tutta la sua tempesta ormonale, il periodo delle videocassette porno, della masturbazione selvaggia, delle lenzuola sporche la mattina; e sempre ho cercato di non metterlo mai in difficoltà soprattutto perché, essendo piccolino, pativa molto più della sottoscritta, la lontananza dai genitori.
Fatta questa premessa, siamo cresciuti e adesso lui vive a Roma con la moglie ed uno splendido figlio che ha 12 anni e mezzo. Essendo il mio unico nipote, da quando era in fasce, me lo sono viziato a modo mio, e l’ho spupazzato a dovere per tutto il periodo della sua infanzia, fin quando, purtroppo, si sono trasferiti nella capitale, con mio grosso dispiacere.
Un po’ come tutti i bambini, anche lui è stato sempre attratto dai seni; si è fatto allattare dalla mamma fino ad un anno e mezzo, e per un lungo periodo della sua infanzia si addormentava solo se aveva una mano su un seno (naturalmente la maggior parte delle volte era quello della madre, ma certe volte anche la nonna e la zia “hanno dato”). Quando era piccolino, e vivevano ancora a Napoli, cercavo di far uscire mio fratello e la moglie, per potermi occupare di lui e soprattutto comprargli i vestiti più sportivi ed alla moda. Insomma, credo di avergli fatto da zia piuttosto benino.
In questo periodo, lui con i genitori vengono giù un paio di weekend al mese ed anche in quelle occasioni, usciamo insieme per lo shopping. Purtroppo però, non mi ero resa conto che era da tanto che non “dormivamo insieme” ed allo stesso tempo, nonostante i suoi 12 anni, è già più alto della zia (non che ci voglia tanto). Davanti al mio nipote non c’è Carmine che tenga, così appena saputo del babysitteraggio, ho chiesto al mio uomo di farsi da parte per un paio di giorni (sempre promettendo in cambio quello che piace tanto a lui). Venerdì sera sono andata a prendere i panini da McDonald, ci siamo infilati nel lettone e dopo aver mangiato di tutto di più ci siamo visti un bel film. Sabato mi sono svegliata abbracciata a lui o meglio lui era avvinghiato a me e per un attimo ho avuto un senso di maternità che generalmente poche volte mi prende. Quando si è alzato dal letto però ho visto subito che aveva gli occhi lucidi, così dopo avergli portato la colazione al letto, ho preso il termometro e glielo ho infilato nell’inguine all’interno della mutandina. Lì per lì non ho notato niente, il gesto è stato automatico, veloce; la sorpresa è arrivata dopo quando sono andata per toglierglielo e lui era mezzo addormentato. Ho messo la mano sotto la coperta, ed invece di prendere il termometro, mi sono ritrovata in mano il suo coso. Sono rimasta completamente bloccata. Io mi ricordavo dei bagni che gli facevo la sera prima di andare a dormire e del suo pisellino da bambino. L’ho guardato con gli occhi semichiusi ed il suo volto ancora innocente non corrispondeva affatto a ciò che la mia mano stava toccando. Il tutto sarà durato non più di qualche secondo, ma mi è sembrata un’eternità. Aveva una erezione in atto, e nonostante non abbia tastato chissà come la situazione, mi sono resa conto che proprio come mio fratello è ben dotato. Ho sentito la peluria sotto le dita, poi finalmente ho trovato il termometro, proprio quando lui si è girato verso di me. Ho sfilato la mano con destrezza e sono uscita dalla stanza per vedere la temperatura. Mi sono ritrovata nel bagno tutta rossa in faccia e con un sorriso che da una parte era orgogliosa della mascolinità del nipote, dall’altra del pensiero di ciò che potrà dare alle ragazze. Intanto aveva 38 e mezza e dopo essermi seduta vicino a lui, gli ho accarezzato i capelli fino a farlo dormire.
Rassicurato mio fratello ma soprattutto mia cognata sulle condizioni del ragazzo (stavo per scrivere del bambino), qualche ora dopo mi sono sentita chiamare da lui che diceva di aver male allo stomaco. Gli ho chiesto se avesse voglia di vomitare, ma lui mi ha risposto di no. Improvvisata infermiera, gli ho tastato un po’ lo stomaco ma ancora niente, poi mentre continuavo a spostare le dita sul suo pancino, appena sono scesa leggermente più sotto l’ombelico, ho sentito al tatto il suo slip (un po’ troppo su per essere in condizioni normali) ed ho capito che aveva di nuovo (o ancora) l’alzabandiera. Gli ho chiesto allora se il dolore fosse un po’ più giù della pancia, e se fosse la prima volta che gli veniva. Mi ha risposto che da un po’ di tempo, alcune mattine si svegliava con questo dolore ma non lo aveva detto ai genitori per vergogna, lo sapeva soltanto la zia Laura (sorella della mamma) ed adesso io.
Ecco qui! Mi ritrovavo in una specie di film anni 70, di quelli con Gloria guida infermiera protagonista, ma la situazione era drammaticamente reale, altro che film. Se ci aggiungete pure che in quest’ultimo periodo, molti dei racconti pubblicati in questo blog riguardano storie tra mamme e figli (perversione che non capisco, e che continuo a chiedermi perché mai piacciono tanto ai ragazzi), potrete capire perché ho subito chiamato Carmine.
Tra le risate del mio compagno, gli ho raccontato tutto l’accaduto. Io ero agitata più che mai, lui dall’altra parte del telefono non faceva altro che ridere e prendermi in giro. Finita la conversazione senza averne ricavato niente, sono andata di nuovo al capezzale di Giorgio per chiedergli come andassero le cose. Lui tenero come sempre mi ha detto di non preoccuparmi, ed io gli ho chiesto come si fosse comportata con lui l’altra zia davanti a questo problema. Con un disarmante innocenza, mi ha detto che lei lo aveva accarezzato un poco fino a fargli passare il dolore. Così (imbranata ed ingenua come sempre, cosa che però capisco sempre dopo), mi sono seduta a fianco a lui ed ho cominciato a fargli una sorta di massaggio al pancino. Dopo un paio di minuti di silenzio, Giorgio mi ha detto che gli faceva male più giù, ed appena io sono scesa leggermente con la mano, ho di nuovo incontrato il suo “membro” duro protetto dallo slip. Al “qui mi fa male”, istintivamente ho tolto la mano dalle coperte e mi sono alzata di botto. Lui poverino si è preoccupato chiedendomi cosa fosse successo, ed io ho inventato una chiamata del cellulare in modalità vibrazione. Sono uscita dalla stanza ed ho telefonato nuovamente Carmine.
La prima reazione del mio compagno è stata una nuova risata condita con la frase “magari avessi avuto una zia come te”. Poi quando ha capito che ero davvero in confusione oltre che in imbarazzo, mi ha chiesto se davvero mi fosse così difficile “alleviargli” le pene. Io ci ho pensato un po’ sopra e davvero l’idea non mi piaceva per niente.
Ritornata l’ennesima volta in camera l’ho trovato addormentato. Approfittando della situazione ho alzato leggermente la coperta ed ho visto che sotto al pigiama il suo membro spingeva verso l’alto, lungo e duro, praticamente come quello di tutti gli uomini. Il mio nipotino era cresciuto! Mamma mia come passa il tempo.
Il pomeriggio si è alzato ed è andato in bagno a sciacquarsi un po’. La situazione era in divenire, io volevo stargli vicino ma nello stesso tempo non sapevo cosa fare. Mi ha chiesto di vederci un film, così mi sono messa nel letto accanto a lui e con la schiena dritta gli ho fatto poggiare la testa sul mio petto. Con le mani gli accarezzavo i capelli (specialità della casa, sono bravissima) e lui sembrava stare bene anche perché, pian piano aveva posizionato la sua mano sotto all’altro seno. Io guardavo il film e contemporaneamente cercavo di rendermi conto che il mio piccolino era diventato grande, e che quindi avrei dovuto cambiare il modo di comportarmi con lui.
Sabato notte, proprio quando avevo preso sonno, l’ho sentito rantolare di fianco a me. Con la mano gli ho toccato la fronte e dopo essermi resa conto che la febbre era di nuovo alta, gli ho dato una tachipirina e, ormai sveglia, mi sono messa accanto a lui a coccolarlo. Il povero Giorgio era rannicchiato su se stesso e si era messo una mano tra le gambe. Dopo avergliela spostata, ho cominciato ad accarezzarlo sullo stomaco, sulle braccia, sulle gambe… Insomma un po’ dappertutto tranne nella zona “proibite”. Lui si lamentava in silenzio, poverino, e mi faceva davvero una grande tenerezza. Ad un certo punto, per cambiare posizione, si è girato (lui era sul fianco, io gli ero alle spalle seduta appoggiata allo schienale del letto) e senza quasi accorgermene, mi sono ritrovata la mano sul suo pacco. Le sue braccia come 1 koala si sono strette attorno al mio, io ero come 1 statua, avevo paura di sentire con i polpastrelli la forma del suo uccello; lentamente l’ho sfiorato (ma davvero sfiorato) salendo fino a rendermi conto che la punta del suo membro era uscita sia dalla mutanda che dal pigiama. Istintivamente la mia mano è andata nuovamente sullo stomaco, abbandonando la scomoda posizione; poi non so neanche io perché, ho cominciato ad accarezzarlo, proprio lì, sopra al pigiama, dove sentivo nitidamente la forma del suo uccello in erezione. Facevo delle carezze delicate, non avevo il coraggio di andare oltre. Poi ho sentito sotto le dita che lui lo avvicinava alla mia mano, mentre il dolore si era trasformato tutto d’un tratto in piacere; il tempo di scendere con le dita alla base, quasi avessi curiosità di determinarne la lunghezza ed è venuto. Si è sporcato il pancino, l’ho pulito con 1 salvietta di carta e poi gli ho chiesto se si sentisse meglio. Ha alzato lo sguardo verso di me e mi ha fatto cenno di sì, vergognandosi anche un po’. Mentre ho ripreso ad accarezzarlo sui capelli, gli ho chiesto se la zia Laura, avesse fatto altrettanto quando gli è successo in passato. Mi ha fatto cenno di no dicendomi che me lo avrebbe raccontato l’indomani. Erano le 3 passate, finalmente sono crollata appoggiando la mia testa alla sua. Inutile dirvi che quando mi sono risvegliata (solo qualche ora dopo) avevo un torcicollo terribile.
Finalmente al suo risveglio, mio nipote Giorgio aveva il sorriso di chi stava bene. La febbre era scesa ad 1 accettabile 37, la mia colazione a letto stava provvedendo a rimetterlo in forza; ma la curiosità di donna che mi attanagliava, doveva ancora sapere come si era comportata l’altra zia (verso la quale nutro una gelosia mista ad antipatia dettata più dal fatto che lei abita a Roma, che da altro). Mentre mangiavamo ho cominciato a prenderla alla lontana, domandandole della cugina sedicenne. Mi ha detto che si vogliono molto bene, che lei gli dà tante attenzioni quando si vedono anche se quando lui va a casa loro, lei sta quasi sempre con le amiche e quindi lui rimane a vedere la televisione con la zia. A questo punto senza che io dicessi niente, ha cominciato a raccontarmi di come la figlia si arrabbi con la mamma per come si veste. Dalle parole di mio nipote ha capito che è spesso provocante (Lui naturalmente non se ne rende conto). Una sera guardando un film, dopo una scena d’amore, lei gli ha chiesto se lui avesse la fidanzatina; lul ha risposto di no ma, mi ha detto, che è diventato viola dalla vergogna. Allora la zia per prenderlo in giro ha cominciato a colpirlo con i cuscini dicendogli che era lei la sua fidanzata, dandogli dei baci sulle guance a tradimento. Alla fine di questo gioco, dopo un po’ di tempo lui ha cominciato ad avere il dolore al basso ventre, proprio come era successo a casa mia. Quando gli ho chiesto lei cosa avesse fatto, in quell’occasione, lui é arrossito nuovamente e mi ha detto lo aveva accarezzato in basso, più in basso di quanto avesse fatto io.
Io non ho voluto insistere anche perché era in difficoltà, ma ho capito che glielo ha proprio toccato. Al ritorno di mio fratello, me lo sono preso da parte e gli ho raccontato un po’ di tutto. Lui esattamente come Carmine si è messo a ridere, dicendomi che aveva avuto il dubbio che la sorella della moglie gli avesse fatto qualcosa di piacevole, visto che 1 giorno era tornato a casa tutto contento per aver passato la nottata dalla zia, ma che aveva già intenzione di parlarle su vari comportamenti (anche perché lei è 1 specie di psicoanalista).
Mamma mia quanto ho scritto, probabilmente non sarà 1 racconto particolarmente erotico, ma è sempre 1 pezzo della mia vita.

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