Mal di pancia a 25 anni: clistere da mamma!

Mal di pancia a 25 anni: clistere da mamma!
Erano passati gli anni ma la sensazione di vergogna era sempre la stessa! A 25 anni, eccomi di nuovo in maglietta e mutande, di fronte a lei che mette l’asciugamano sul lettone, e poi mi dice di appoggiare la testa sul cuscino e di tenere su il sedere. “Dai dai cosa fai? diventi rosso adesso? prima ci dovevi pensare! ma guarda te che mestieri, a 25 anni ancora col mal di pancia!”. Non so perchè, ma per il campeggio ero partito stitico, e la domenica sera ero tornato stitico! Praticamente non mi liberavo da cinque giorni! Non ero mai arrivato a tanto! Sarà stata la scarsità d’acqua, o l’abbondanza di rum, non lo so, mi si era formato un tappo così ingombrante che non ero riuscito a fare l’uovo, neppure al mio ritorno a casa. Ed ora domenica dopo cena, avevo un mal di pancia tale da non poterlo celare, il problemone nel mio didietro. Non avevo appetito, e mi sentivo gonfio da scoppiare, pieno di gas. La cosa si stava muovendo, e sembrava lava viscosa nelle mie basse budella. Tentai la via del gabinetto, ma dal sedere uscirono solo scoreggie molto rumorose, il tappo no, quelo rimaneva ben ficcato nel culo. Mia madre, che aveva già capito, mi aspettava fuori dal bagno, con sguardo preoccupato. Così dovetti dirle che tutto quello spingere non aveva portato a nulla, e che crepavo dai dolori al basso ventre e anche al culo. “Ti sei fatto il bidet? Fatti il bidet e aspettami in bagno”. Speranzoso aspettai che arrivasse con della magnesia o uno sciroppino, forse delle pastigliette, aveva una s**tola in mano. Una s**tola in mano e in tasca il vasetto con la vasellina! No! ma erano mica supposte quelle! Si, lo erano. “Tommaso vieni un po’ qui sulle mie ginocchia che proviamo con le supposte.” “Ma mamma, non hai un lassativo per bocca? Per favore, non voglio metterle le supposte, mi hanno sempre dato un fastidio boia.” “Vieni qui sulle mie ginocchia, poche storie. Hai mal di pancia mi pare, o no?” “Si, mamma”. Mi abbassò calzoni e mutande giusto giusto per raggiungere l’ano, ma al posto della supposta mi infilò il dito unto di vasellina. Poi siscusò per la sorpresa “ma sai, era meglio non dirtelo, e dovevo capire quanto spazio c’era. Ce n’è poco ma basta per la suppostina e per il microclisma. Non fare quella faccia da vittima, li fanno anche ai bambini”. Poi mi fece mettere di nuovo con il sedere sulle sue ginocchia, ben aperto per mirare bene, e aggrappato con le braccia alla vasca, molto scomodo. Scartò con calma la supposta, la bagnò con l’acqua del rubinetto senza alzarsi, e poi la tenne premuta saldamente contro l’ano contratto finchè, in un singulto, scivolò dentro. Non vi dico il fastidioso premere e il bruciore nell’entrarmi di brutto nel sedere, sentirla grossa e irritante, sentire le budella contorcersi e anche la faccia. Non mi ero ancora ripreso che la sento dire “bravo, la suppostina è entrata senza problemi. Adesso un attimo di pazienza che prendo la peretta. “Aspetta mamy, aspetta! Un attimo solo!” “Tranquillo, mi dici tu quando, io intanto ungo la punta”. Decisi che era meglio finirla presto, e le dissi “Sono pronto mamy, però metti tanta crema e spremilo piano!”. Mia madre eseguì la somministrazione del clisterino con pazienza, era un microclisma, ma per adulti! Lo unse bene, lo inserì senza intoppi e quando ne riversò il contenuto nel poco spazio che c’era, lui sudò freddo, e lei lo consolò e incoraggiò. Poi mi tenne le chiappe strette per cinque minuti, perchè di più non resistetti, e finalmente, dopo varie spinte, uscì la testa del pignone, il resto tornò dentro di me, con mio enorme disappunto. “E’ normale Tommy. Sei molto costipato. Ci riproviamo tra un po'”. “Ancora supposte????”. “Supposte? No no no. Adesso possiamo fare il clistere. Ti faccio tre perette col sapone, caldine. Quattro però sarebbe meglio. “Mmmm… mi fa male il sedere, mi brucia dentro e fuori, non so se ce la faccio stasera…” “Bè, sarà meglio che il tuo culetto se ne faccia un’idea, perchè la questione si risolve stasera”. E punto. Ecco come siam arrivati qua.
Mi dice “testa sul cuscino e sedere bello alto Tommaso. Ricordati di respirare a fondo e con la bocca, aiuta a trattenere il liquido”. Mi sento morire. Odio quella posizione, ho l’incubo che qualcuno entri. Ma lei chiude a chiave. Ok, non ho scampo!
Stavolta le mutande me le tiro giù io, fino alle ginocchia. Poi mi piego in avanti, giro la testa in modo che non mi si veda in faccia, e sento il mio sedere fresco e bello esposto. “Bene Tommy, così sei proprio nella posizione giusta! Ora cerca di rilassarti. Ti metto la crema… ecco… no, non contrarre l’ano, devo ungerti anche dentro..”. In realtà era molto delicata, ma io ero davvero teso… tipo che non ci passava la cruna di un ago! e poi mi sentivo dolorante dall’uscita della pigna. Dopo un attimo di silenzio sento che sta riempiendo la pera 250, quella media, nella stanza un intenso profumo di sapone, ma a me puzza! La peretta gorgoglia emettendo un verso strano, ironica e fuori luogo. E poi tutto è pronto. Con una mano mia madre mi separa le chiappe, e con l’altra mira bene il buchetto e pluf! con due spinte mi spinge in fondo la punta, e mi sento come trafitto, ritraggo il sedere ma la punta per fortuna non esce. La tiene ben salda la pera! La prima pera entra abbastanza regolare, e mi rilasso un po’. Ma a metà della seconda comincio a sentire l’urgenza di evacuare, e allora sì che sono respiri profondi. Quando mamy mi prepara la terza mi lamento “ma dai mamma, sono pienissimo, io la terza pera non la tengo!”. Finì molto male, per me. Mia madre si spazientì a tal punto per tutte quelle lagne, che mi costrinse sulle ginocchia, mi sculacciò finchè non taqui, e poi “tanto il clistere te lo faccio” senza tante premure mi conficcò la peretta nel sedere e la spremette rapidamente e fino all’ultima goccia, mentre io frignottavo ma piano.
Mi fece liberare in vasca e davanti a lei, per verificare il successo dell’operazione. Soddisfatta, tornò la mamma di sempre. “Bravo Il mio ragazzo, ora va meglio, no? Ho visto che hai il culetto bello infiammato, sta per uscirti un’emorroide. Domattina ci dò un’occhiata, ma tranquillo perchè in caso ho le supposte preparazione H”. E indovinate un po’? Mi venne una bella emorroide! E tra supposte e melilax microclismi si andò avanti ancora un po’… – to be continued –

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